martedì 17 ottobre 2017

Decalogo 41 bis

[L'anima si sbigottisce a ricordare. VIRGILIO]A 25 anni dalla introduzione del regime carcerario duro per i boss arriva per la prima volta una circolare che regolamenta la quotidianità della vita dei detenuti. Il provvedimento, una sorta di decalogo, mira a rendere omogeneo il trattamento dei carcerati al 41 bis di tutti gli istituti di pena. E' stato sottoscritto dal Direttore Generale dei Detenuti e del Dipartimento, Roberto Piscitello, vistato dal capo del Dipartimento Santi Consolo e condiviso con il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo Franco Roberti. I diritti ed i doveri dei detenuti a 41 bis sono dunque ora stabiliti a livello centrale attraverso una serie di regole valide per tutti i detenuti in modo da evitare differenze nel trattamento carcerario che possano anche creare posizioni di potere. Finora la vita dei boss in regime di detenzione speciale era disciplinata genericamente dalla norma del 41 bis che nel tempo, proprio perché generica, ha richiesto l'intervento dei tribunali di sorveglianza per una specificazione. Il presidente Sergio Mattarella ha firmato e promulgato la legge chemodifica il codice antimafia.  Contemporaneamente ha però scritto al premier Paolo Gentiloni per segnalargli dei "profili critici" del provvedimento nonché per sottolineare la necessità che "il Governo proceda a un attento monitoraggio degli effetti applicativi della disciplina". Nella lettera al premier il presidente premette di aver "promulgato la legge non ritenendo che vi fossero evidenti profili critici di legittimità costituzionale".  La riforma che punta a velocizzare le misure di prevenzione patrimoniale; rende più trasparente la scelta degli amministratori giudiziari; ridisegna l'Agenzia per i beni sequestrati; include corrotti, stalker e terroristi tra i possibili destinatari dei provvedimenti. Punto contestato, quest'ultimo, su cui però è passato anche un ordine del giorno che impegna il governo a rivedere l'equiparazione mafioso-corrotto. Sono quasi 20 mila i beni confiscati alle mafie, tramite sequestro preventivo, a cui si aggiungono 2.876 aziende. Altri 20 mila i beni confiscati (tra terreni, aziende e immobili) con procedimenti di natura penale. Immenso il valore: quasi 30 miliardi, ma oltre il 90% oggi fallisce. Queste in dettaglio le misure previste dalla nuova norma. Per ragioni di salute, slitta di una settimana il processo in corso a Milano a Totò Riina imputato per minacce di morte al direttore del carcere di Opera Giacinto Siciliano. Lo ha deciso il Tribunale in seguito a una comunicazione del carcere di Parma in cui si spiega che il boss, detenuto al 41 bis, "non può essere al momento trasferito al di fuori della sezione detentiva" dell'ospedale della stessa città dove è ricoverato per via delle sue condizioni fisiche. Secondo fonti del Dap, Riina non è stato sottoposto ad alcun intervento chirurgico, come ipotizzavano alcune indiscrezioni. Questa mattina, spiegano le fonti, per un lieve malore, determinato pare da un calo di pressione, i sanitari del carcere non hanno autorizzato il suo trasferimento nella sala delle videoconferenze per il collegamento col tribunale di Milano dove era in corso il processo a suo carico. Riina ha allora rinunciato a partecipare al dibattimento che dunque è stato rinviato.

lunedì 16 ottobre 2017

Blogger uccisa a Malta

[Meglio mentire che confessare] La blogger Daphne Caruana Galizia è morta in circostanze ancora da accertare a Bidnija, nell'isola di Malta. Sarebbe rimasta vittima dell'esplosione della propria auto, una Peugeot 108, avvenuta intorno alle 15. Galizia aveva fatto un'inchiesta sui MaltaFiles.   La deflagrazione è avvenuta in una strada non molto distante dall'abitazione della giornalista. Quindici giorni fa la reporter aveva presentato denuncia alla polizia dopo aver ricevuto minacce di morte.Il primo ministro di Malta, Joseph Muscat, ha detto che si è trattato di un "barbaro attacco" e che "non riposerò fino a che giustizia non sia stata fatta. Tutti sanno - ha proseguito - che Caruana Galizia mi ha criticato fortemente sia a livello politico che personale. Ma nessuna rivalità - ha concluso il premier maltese - giustifica una morte del genere". 
Caruana Galizia stava indagando su scandali di corruzione che coinvolgerebbero, tra gli altri, la moglie di Muscat, che sarebbe implicata nel caso dei Panama Paper. Il premier laburista ha sempre respinto le accuse a carico suo e dei propri familiari. La blogger era nota perché, in passato, aveva fatto luce su altri scandali dell'isola.   La giornalista Daphne Caruana Galizia, 53 anni, era uscita di casa da Mosta, una cittadina vicino alla capitale La Valletta. "Ci sono criminali ovunque si guardi adesso, la situazione è disperata". E' la frase finale dell'ultimo post pubblicato sul suo blog dalla giornalista, mezz'ora prima di rimanere uccisa.

A Lh interessa Az

[Meglio un nemico vero che un amico presunto.] Lufthansa ha presentato oggi una offerta per Alitalia, indicando il proprio "interesse nella creazione di una 'Nuova Alitalia'". Lo si legge in un comunicato della compagnia tedesca a poche ore dallo scadere dei termini per le offerte vincolanti per l'azienda italiana. "Lufthansa - si legge nella nota - ha ritenuto di non fare un'offerta per l'intera compagnia ma ha manifestato l'interesse solo per alcune parti" del traffico globale della compagnia e per l'attività point-to-point domestica ed europea. L'offerta, si legge nella nota, "comprende una proposta per una nuova struttura di Alitalia con modello di business focalizzato ("Nuova Alitalia"), che potrebbe dare origine a prospettive economiche nel lungo termine". Sono 7 i plichi recapitati oggi presso lo studio notarile associato Atlante Cerasi di Roma. I Commissari Straordinari di Alitalia procederanno ora alla valutazione dei plichi stessi. E' quanto si legge in una nota. Interessata, invece, solo ad alcuni asset è il vettore low cost Easyjet. L'offerta è "coerente con l'attuale strategia" della compagnia inglese per l'Italia. "Considerata la natura del processo, il contenuto della proposta è soggetto a riservatezza", precisa il comunicato di Easyjet. Al momento, aggiunge, "non c'è certezza sul fatto che si vada avanti con una transazione e EasyJet fornirà un ulteriore aggiornamento a tempo debito se e quando sarà ritenuto idoneo". Lh ha pochi giorni fa ufficializzato l'acquisizione di Air Berlin, la compagnia tedesca low cost in amministrazione straordinaria: se l'è aggiudicata per un miliardo e mezzo di euro, dopo una gara che ha visto la partecipazione di easyJet. In ballo c'erano 140 velivoli e 8.500 lavoratori. Per il momento il colosso dei cieli tedesco ha optato per l'acquisizione di 81 aeromobili e 3mila persone.

domenica 15 ottobre 2017

Al Saracino interessa Az Airport

 [Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un’ombra, 10.000 cani ne fanno una realtà. Cioran] La gara per la vendita dell'Alitalia entra nel vivo. Lunedì, infatti, alle 18 scadono i termini per la presentazione delle offerte vincolanti per Alitalia. In pole position appare essere Lufthansa che nei giorni scorsi ha dichiarato di essere interessata. C'è però un problema: la compagnia tedesca molto probabilmente presenterà un'offerta solo per la parte volo, mentre la gara per la parte terra della compagnia rischia di andare deserta. Anche se prenderebbe corpo l’interesse da parte della Gh Italia a rilevare Alitalia airport, società di handling di Alitalia a Fiumicino. Il Saracino vuole entrare a Fco, più volte ci ha provato ma con successi deludenti.  Prima con Groundcare tento’ l’ingresso al Leonardo Da Vinci qualche anno addietro, ma lo sbarco fallì miseramente. Con Consulta, per qualche mese, ha operato a Fco ma,poi, l’Enac ha deciso che il Saracino non poteva stare a Roma. Da allora, dopo avere metabolizzato l’affronto, il Saracino non si è dato pace tornando recentemente alla carica per, eventualmente, acquisire Az airport. Degli altri pretendenti, Ryanair si è già sfilata, alle prese con le migliaia di cancellazioni dei voli, mentre easyJet, che cambierà ceo alla fine dell'anno non appare interessata a portare avanti il dossier. In gara anche Etihad che però entrerebbe in gioco con Lufthansa, non potendo prendere più del 49,9% dell'Alitalia. A questo punto, avendo la parte volo dell'Alitalia 4.634 dipendenti, contro i 5.872 della parte terra, si porrebbe un problema di opportunità, anche politica. I commissari che dovranno poi esaminare le offerte ricevute, per le quali gli offerenti avranno tempo fino al 5 novembre per perfezionarle, non è detto che decidano di non ritenerle soddisfacenti e bandire una nuova gara. Intanto il Governo ha deciso di prorogare il prestito ponte alla compagnia. La norma fa parte del dl fiscale collegato alla manovra approvato dal Consiglio dei ministri. Il prestito ponte prevedeva una dotazione di 600 milioni messi a disposizione della compagnia alle prese con la ricerca di un nuovo proprietario. La scadenza era fissata all'inizio di novembre. Anche i commissari straordinari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, stanno lavorando su un orizzonte temporale che va oltre la possibile riuscita della gara in corso, con lo studio di nuove rotte sul lungo raggio per il 2018, in particolare verso il Nord America. Intanto si inasprisce lo scontro tra i sindacati e Ryanair. La Fit Cisl ha proclamato uno sciopero di 4 ore per il 27 ottobre prossimo a sostengo dei diritti dei lavoratori della compagnia aerea low cost, mentre la Filt Cgil ha annunciato l'avvio di azioni legali nei confronti del vettore irlandese a sostengo del diritto del sindacato di svolgere la propria attività all'interno della compagnia. Martedì prossimo, Filt, Fit e Uilt, saranno ricevuti al ministero dei Trasporti dove porteranno le loro istanze sul diritto di svolgere attività sindacale tra i dipendenti Ryanair. Bene che vada, la vendita si farà in primavera. Ma non è detto che succeda davvero: dopo la primavera arriva l'estate che per tutte le compagnie aeree del mondo è la stagione d'oro. E’ vero che di lì a poco i commissari dovrebbero restituire al governo italiano quasi 1 miliardo di euro, ma come insegna anche la concessione del nuovo prestito, i soldi pubblici, quando si parla di Alitalia sono una variabile indipendente del dl fiscale approvato in consiglio dei ministri prevede anche la proroga del prestito ponte per Alitalia al 30 settembre 2018. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. Perché di questo si tratta quando si parla della vendita Alitalia: nessuno vuole comprare tutta la compagnia in blocco, parte aviation cioè gli aerei, gli slot e i voli, più la parte handling, i servizi di terra, il carico dei bagagli, il chek in etc… Paradossalmente la parte di terra è la meno difficile da vendere perché più competitiva rispetto a quella dei voli. Il Saraceno sa benissimo che l’handling  è già stato abbondantemente bastonato dalle passate gestioni, soprattutto dieci anni fa al momento del passaggio dall’azionariato pubblico ai “patrioti” di Silvio Berlusconi. Il settore è stato ristrutturato, gli stipendi drasticamente ridotti e ora l’handling Alitalia non serve solo la compagnia di riferimento, ma i due terzi dei movimenti di Fiumicino, aeroporto destinato a un grande sviluppo nei prossimi anni.

sabato 14 ottobre 2017

CIG all’Airgest

 [Esagera te stesso e sminuisci il resto.] Il direttore generale Airgest Giancarlo Guarrera ha parlato chiaro: la riduzione dei voli previsto per quest’inverno che si aggira intorno al 70% all’aeroporto “Vincenzo Florio” non può non avere ripercussioni su tutto, a cominciare dal personale ovviamente. Si tratta dunque di una “condicio sine qua non”, una tappa obbligata quasi, date le difficili condizioni in cui si trova l’aeroporto di Birgi. “Ieri c’è stato un primo incontro con i sindacati – ha precisato Guarrera, e stiamo lavorando per un piano di solidarietà aziendale. I numeri di chi usufruirà degli ammortizzatori non sono ancora definiti e stiamo cercando di capire quanto e come incideranno sulla struttura. Il calo di traffico è un dato assodato e ci troviamo in imbarazzo perché è la prima volta che Airgest si trova ad affrontare un problema simile, è la prima volta cioè che Airgest si trova costretta eventualmente a ricorrere agli ammortizzatori sociali. E’ l’azienda tutta che rischia in questo momento e non c’è un distinguo fra azienda e lavoratori. Mi auguro che i pesi saranno proporzionati e proporzionali alle reali necessità di presidio e di mantenimento di obblighi di gestore aeroportuale. E’ ovvio che non si possono sguarnire alcune aree e va fatto un discorso globale. E’ una decisione difficile perché da un lato dobbiamo tenere conto che siamo sia fornitori di un servizio e dall’altro che siamo gestori di infrastrutture. Senza allarmismi ma con un sano realismo per non fare ancora del male ad un territorio provato dal problema sempre attuale della disoccupazione”. Un lungo inverno buio e freddo l’aveva già previsto il Presidente Franco Giudice in una nostra intervista qualche settimana fa.

venerdì 13 ottobre 2017

PROTESTA A LINATE

 [Fa violenza, sì, fa violenza a te stessa, anima mia!Non avrai più occasione di riscattarti: è breve la vita per ciascuno. E questa tu l'hai quasi interamente consumata senza portarti rispetto, ma anzi hai riposto nelle anime di altri la tua felicità... Quelli che non seguono i moti della propria anima, è inevitabile che siano infelici. Marco Aurelio] La CGIL, CISL,UIL, Ugl,flai,usb,adl…hanno indetto per oggi,dalle 14 alle 16,30 un presidio davanti alla zona arrivi di Linate. Dopo due anni di lotte e mobilitazioni, le decisioni dell’enac e i pronunciamenti di TAR e consiglio di stato hanno permesso alla Cooperativa di atterrare negli scali milanesi. Gli enti regolatori e di controllo hanno così lasciato ancora una volta soli i lavoratori a combattere questa battaglia di diritto ,civiltà e sicurezza. Il 17 ottobre il sindacato cub,presso saletta sindacale secondo piano,affronterà le problematiche dei dipendenti Aviapartner di Linate. Livelli non dati, ros determinati part time, senza acqua da bere se non a pagamento, spogliatoio vetusto … insomma, le cooperative sono già presenti.


Storia di Serpico palermitano

 [Nella storia non c’ è posto per i quesiti.] Se non fosse stato per la caparbietà e il rigore investigativo del giudice Giovanni Falcone, e anche per l'ostinazione dei familiari di Emanuele Piazza, la verità sulla misteriosa scomparsa di questo ragazzo - ex poliziotto sparito da Palermo a 29 anni, nel 1990 - non sarebbe mai venuta fuori. Sarebbe rimasto uno dei misteri d'Italia, tanto più che dietro a questo caso sarà svelato, moltissimo tempo dopo, un intrigo di servizi segreti, mafia, omertà, amicizia tradita e quanto di più oscuro si possa immaginare. Lo scrittore palermitano Giacomo Cacciatore ricostruisce questa vicenda drammatica e inquietante nel libro-verità "Uno sbirro non lo salva nessuno" (p. 192; 18,00 euro), che ha come sottotitolo "La vera storia di Emanuele Piazza, il Serpico palermitano" Dario Flaccovio Editore. Questa "non fiction novel", basata su atti giudiziari e testimonianze dei familiari di Emanuele, ha la prefazione di Giuseppe Pizzo, autore e inviato della trasmissione "Chi l'ha visto?" di Rai 3, nonché ex poliziotto dello Sco di Roma. Perché Emanuele Piazza andava in giro con una lista di nomi di 136 sanguinari latitanti di Cosa nostra? Perché accanto a ogni nome era segnata una taglia milionaria? Chi lo aveva incaricato segretamente di dare la caccia ai boss? Come mai, quando Emanuele sparì, nessuno si assunse la responsabilità di quell'incarico, addirittura negandolo? Concedendo soltanto qualche brano a una divagazione letteraria su Frank Serpico, un eroe dell'adolescenza di Emanuele, Giacomo Cacciatore, in questo libro, risponde a tutte queste domande. E le risposte sveleranno la verità su una vicenda che ancora oggi viene accostata al fallito attentato alla villa di Falcone all'Addaura, all'omicidio dell'agente di polizia Nino Agostino e di sua moglie Ida e a tanti altri casi tuttora irrisolti.