sabato 20 gennaio 2018

Storia di un giornalista

[Dopo una lunga latitanza si scoprì che Riina viveva a casa sua. Però aveva tolto il nome sul citofono.spinoza.it] Un lungo applauso ha accolto l'anteprima, presentata a Palermo, della fiction tv "Delitto di mafia. Mario Francese", che andrà in onda domenica 21 gennaio in prima serata su Canale 5. Si tratta del secondo appuntamento della serie televisiva "Liberi sognatori", prodotta da Pietro Valsecchi, dedicata a figure emblematiche della cronaca, simbolo di un Italia civile che resiste. Come Mario Francese, cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, ucciso dalla mafia per le sue inchieste il 26 gennaio 1979. Ma il film è dedicato anche al figlio del giornalista, Giuseppe, che era bambino quando il padre fu assassinato e che dedicò tutta la sua vita alla ricerca della verità e alla condanna dei colpevoli prima di togliersi la vita il 3 settembre del 2002. All'anteprima della fiction hanno partecipato i protagonisti Marco Bocci, Claudio Gioè e Romina Mondello, il regista Michele Alhaique e il produttore Pietro Valsecchi, e i figli di Francese, Giulio, pure lui giornalista, Fabio e Massimo, visibilmente commossi.

B. Giuseppe Nascimbeni, sacerdote

Nato a Torri del Benaco (Verona) il 22 marzo 1851. Divenuto sacerdote, è emblematico esponente del clero veneto della seconda metà del XIX sec. Nominato parroco di Castelletto Brenzone, sul Lago di Garda, nel1884, si dedica ad elevare le precarie condizioni sociali e materiali dei suoi parrocchiani. Opera affinche’ il centro sia dotato dell'ufficio postale e del telegrafo, perchè vi giunga l'illuminazione e sia approntato l'acquedotto. Fa anche costruire un oleificio e mettere una tipografia, non tralasciando l'istituzione di una cassa rurale, strumento essenziale per incentivare il risparmio e i piccoli investimenti nella zona. Provvede anche alla costituzione di un asilo, di una scuola di lavoro, promuovendo inoltre l'assistenza dei malati a domicilio. Nel 1892 fonda l'Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia. Muore il 21 gennaio 1922. Giovanni Paolo II lo dichiara beato il 17 aprile 1988.Altri santi: S. Fabiano, S. Sebastiano, S. Eustochia.

Jobs Act salverà il Saracino?

 [Come percorrendo una distanza lunghissima, la sua mano attraversò il lenzuolo che lo copriva e toccò quella di lei John Williams, Stoner] Mancano circa 14 mesi e la Gh Italia non potrà più disporre degli ammortizzatori sociali, solo dopo due anni potrà fare nuovamente richiesta. Il Saracino ama dire che lui non ha mai licenziato nessuno. Quando non potrà più attingere agli ammortizzatori sa benissimo che gli esuberi saranno solo ed esclusivamente suoi, non li potrà accollare allo stato, dunque al contribuente. Solo a Palermo gli esuberi sono circa 80,a Catania non meno di 200. Resta incerta la vendita di Alitalia, con non poche incognite. Probabilmente se il Saraceno avesse licenziato il capo del personale che sbagliando il conteggio dei mesi ha indotto gli stagionali a fare causa, regolarmente vinta, avrebbe fatto cosa buona e giusta. Ma, come dicevamo, il Saraceno non ha mai licenziato. Esisterebbe la possibilità di risolvere la questione esuberi in Gh Italia applicando alla lettera il  Jobs Act. Per esempio a marzo scade a Palermo il contratto per i 23 scappati, di cui 19 full time, poi, a seguire, toccherà ai 68 part time, tutti stabilizzati con il  Jobs Act. Prende corpo la possibilità che la Vueling, che appartiene al gruppo Ba già cliente di Aviapartner, a giorni, possa fare il grande passo. Si ipotizza il grande ritorno, non di tutti ovviamente, i campioni scappati, poveri furbetti.   Dunque basta applicare la legge è il Saracino è salvo, potrà sempre dire che lui non ha mai licenziato nessuno. Vero è che tutte le aziende del settore, in questi anni, firmano accordi che non rispettano ma questa volta ... se poi, dopo aver fatto fuori i figli di Renzi, restano altri esuberi allora potrebbe prendere piede il migliore dei peggiori accordi raggiunto recentemente da Aviapartner Palermo con i sindacati:il distacco biennale.    Per inciso devo dire che il Maradona dei sindacalisti questa volta si è superato. È anche vero che dal primo gennaio è raddoppiata la tassa sui licenziamenti, ossia il contributo da versare all'Inps per i licenziamenti collettivi da parte delle aziende con più di 15 dipendenti (da 490 a 980 euro per anno). Cosicché un lavoratore assunto tre anni orsono e diventato un esubero oggi presuppone il versamento di 2.940 euro che non sono pochi, ma che potrebbero comunque costituire un risparmio nel caso in cui la retribuzione fosse superiore a questa soglia. Soprattutto considerato che “conservare” un dipendente assunto tre anni fa comporterebbe un incremento di 8.250 euro di contributi previdenziali da versare. Al contrario, conviene effettuare un “arbitraggio” con il bonus “under 30” in vigore con la legge di Bilancio che presuppone uno sgravio fino a 3.050 euro per tre anni del 50% dei contributi previdenziali purché il lavoratore (o un dipendente che svolge mansioni analoghe) non venga licenziato nei sei mesi successivi. Sono i paradossi delle politiche per il lavoro effettuate a colpi di bonus senza tener conto che la creazione di nuovi posti è una derivata della crescita economica e non della politica. Polemizzando con il segretario della Cgil, Susanna Camusso, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha sempre messo l'accento sulla “rilevantissima diminuzione della disoccupazione” cui ha contribuito il Jobs Act pur non negando la prevalenza dei rapporti a tempo determinato. Il problema è che, al di là dello sblocco dell'articolo 18, si sono prodotte tante altre rigidità, che come testimoniato da Bankitalia hanno portato dal 2009 a oggi a un proliferare di nuovi contratti siglati da istituzioni poco rappresentative ma in grado di fornire maggiore flessibilità ai datori.“Smontare riforme che hanno avuto effetti sull'economia reale significa non fare l'interesse nazionale". L'ha detto Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, a margine della presentazione degli Elite Basket Bond in Borsa a Milano, rispondendo ad una domanda sulle proposte di modifica del Jobs Act. Il Jobs Act e il Piano Industria 4.0, ha detto Boccia, "hanno dato effetti sull’economia reale. Un 30% di investimenti privati in piu’ rispetto all'anno scorso e un 7% di export in piu' significa che queste riforme hanno avuto effetti sull'economia reale. Ci sono ancora divari tra imprese, territori e persone ma questo non significa che non hanno avuto effetti".

venerdì 19 gennaio 2018

S. Giuseppe Sebastiano Pelczar

Fonda la congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù. Giuseppe Sebastiano Pelczar nacque il 17 gennaio 1842 a Korczyna, un piccolo paese ai piedi dei monti Carpazi, presso Krosno. Passò l'infanzia nel paese natio, crescendo in un'atmosfera permeata dall'antica religiosità polacca che regnava nella casa dei suoi genitori, Adalberto e Marianna Miesowicz. Completato il sesto anno di scuola entrò nel Seminario Minore e, nel 1860, iniziò gli studi teologici presso il Seminario Maggiore di Przemysl. Il 17 luglio del 1864 venne ordinato sacerdote, e per un anno e mezzo fu vicario della parrocchia di Sambor. Diventò membro attivo della Società di San Vincenzo de' Paoli e della Società dell'Educazione Popolare della quale fu preside sedici anni. In quel periodo, la Società dell'Educazione Popolare fondò centinaia di biblioteche, organizzò molti corsi gratuiti e distribuì tra la gente più di centomila libri, come pure aprì una scuola per le persone di servizio. Nel 1891, per iniziativa di Don Pelczar, venne fondata la Confraternita della Santissima Maria Vergine Regina della Polonia, che, oltre agli scopi religiosi, svolgeva funzioni sociali, come l'aiuto agli artigiani, ai poveri, agli orfani e ai servi malati, specialmente a quelli disoccupati. Sotto la spinta dei gravi problemi sociali del tempo, sicuro di interpretare la volontà di Dio, nel 1894 fondò a Cracovia la Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, ponendo come suo carisma la diffusione del Regno dell'amore del Cuore di Gesù. Nel 1899 venne nominato vescovo ausiliare di Przemysl e un anno dopo Ordinario di quella Diocesi, della quale per venticinque anni fu un pastore zelante, promuovendo il bene delle anime a lui affidate. Morì la notte tra il 27 e il 28 marzo del 1924 lasciando il ricordo di un uomo di Dio, che nonostante i tempi difficili in cui ebbe a vivere ed operare, faceva sempre la volontà del suo Signore. E’ stato canonizzato da Giovanni Paolo II a Roma il 18 maggio 2003. Altri santi: S. Bassiano, S. Mario, Ss. Faustina e Liberata di Como.

giovedì 18 gennaio 2018

Domani sciopero

[La vita è il trattino tra materia e spirito. Augustus William Hare e Julius Charles Hare] Le aziende di handling non applicano il contratto che hanno sottoscritto, da luglio 2017, ogni mese sottraggono quote di retribuzione ai lavoratori. Il contratto assohandling prevede infatti l’adeguamento degli istituti variabili (ad esempio le maggiorazioni) all’aumento della paga base a partire da luglio 2017. Lo sciopero di domani è un appuntamento fondamentale per il valore collettivo della protesta. Anche i vari capiscalo subiscono il mancato adeguamento contrattuale, però preferiscono essere babbi come Ciccio, detto anche scannapecore. Francamente non capisco l’interessamento manifestato da Palermo per sapere se a Linate i ragazzi di Aviapartner  aderiscono allo sciopero. Una caduta di stile che Buzzetta e Corsaro non avrebbero mai fatto. Lo sciopero di domani potrà dare la possibilità ai sindacalisti dello scalo di Palermo, che da sempre lottano contro la grammatica italiana, di dimostrare il loro valore. Non abbiate paura dei congiuntivi, avverbi, pronomi ... figli di una cultura borghese.  Voi siete i tutor, i garanti dell’assoluta ignoranza che regna sovrana a Punta Raisi

B. Regina Protmann, suora

Nasce nel 1552 a Brausberg (Polonia). Suo padre è commerciante benestante, la madre casalinga. Nel turbine della Riforma, la famiglia rimane fedele alla fede cattolica. Guidata dalla mano di Dio, nel 1571 Regina lascia la casa paterna per andare ad abitare, con due amiche, una vecchia casa di Braunsberg e dedicarsi a una vita di preghiera, di penitenza e di povertà. Il suo grande riferimento è il Vangelo da cui trae forza per fondare una congregazione apostolica al servizio della Chiesa, le suore di S. Caterina. Imitare Cristo per Regina significa poter assistere i malati e i bisognosi. All'interno del convento fonda una scuola, nella quale le giovani di modesta condizione imparano a leggere, scrivere e famigliarizzare con le verità fondamentali della fede. Muore a Braunsberg il 18 gennaio 1613. Il 13 giugno 1999 Giovanni Paolo II la dichiara 'beata'. Altri santi: S. Prisca, S. Margherita d'Ungheria.

Shin Bet, Mossad salvano l’Europa

[Totò Riina ha passato molti anni al 41 bis. Ma continuavano a cercarlo al 41. spinoza.it] Israele ha impedito attacchi terroristici in Europa e tra questi alcuni che avrebbero coinvolto l'aviazione civile. Lo ha rivelato il premier Benyamin Netanyahu in un incontro con gli ambasciatori della Nato. "Attraverso i nostri servizi di intelligence - ha spiegato - abbiamo fornito informazioni che hanno fermato alcune dozzine di grandi attacchi terroristici, molti in paesi europei. Alcuni del tipo peggiore, mai sperimentati sul suolo europeo. E ancora peggio, perché coinvolgevano l'aviazione civile. Israele li ha impediti ed ha aiutato a salvare molte vite europee". Il dirigente di Hamas Mohammed Hamdane è rimasto gravemente ferito alle gambe in seguito all'esplosione della sua auto, nel sud del Libano. Noto anche come Abou Hamza, secondo la televisione di Hezbollah l'uomo era un responsabile della sicurezza ricercato da Israele. Oggi come il 2006? Sidone e i suoi oscuri precedenti. L'episodio si è verificato a Sidone, città a 40 km dalla capitale libanese, nel 2006 già teatro dell'assassinio di un responsabile palestinese della jihad islamica e di suo fratello, che Beirut aveva all'epoca ricondotto a Tel Aviv. Fatah parla di "azione a firma israeliana". Un portavoce di Fatah ha parlato di "azione a firma israeliana", mentre nel pomeriggio di domenica, Hamas non aveva ancora rilasciato alcun commento sull'accaduto. Fonti militari libanesi sostengono che a provocare l'esplosione sia stata una bomba collocata sotto l'auto di Hamdane. Al termine di un prolungato scontro a fuoco l'esercito israeliano ha ucciso la scorsa notte a Jenin (Cisgiordania) due palestinesi responsabili, secondo la versione ufficiale, della uccisione di un rabbino avvenuta una settimana fa. Uno di essi era figlio di un dirigente di Hamas. Lo riferisce la radio militare secondo cui altri membri della stessa cellula sono stati arrestati. Feriti due militari israeliani, uno dei quali versa in condizioni gravi.La radio militare ha precisato che nell'operazione un'unità di elite israeliana ha localizzato i ricercati in un edificio ed ha ingaggiato uno scontro a fuoco. Ma presto è stata circondata da centinaia di abitanti del rione che hanno scagliato contro i militari sassi ed altri oggetti. Di conseguenza altre unità dell'esercito hanno fatto ingresso a Jenin. L' operazione si è conclusa con la demolizione dell'edificio dove si nascondevano i ricercati palestinesi.